MARE e LAGO (campings e bungalows nel Gargano, Puglia)
Il mare cristallino, il verde-azzurro delle sue acque, spiagge di sabbia finissima, il sole, … nel cuore del “Parco Nazionale del Gargano”, è la cornice ideale per una vacanza di riposo e piacere.
Sole e spiaggia a volontà! A contatto col mare la tua energia si rinnoverà.
Uria ti offre una vasta spiaggia di sabbia fine, lunga 10 km. Spazio garantito!
Il mare è calmo e caldo d’estate, ideale per giovani e meno giovani
La spiaggia, livemente degradante verso il mare, è particolarmente adatta per famiglie con bambini, che cercano una vacanza ad un tempo tranquilla e a contatto con la natura.
 
 

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URIA camping & village
Isola Varano – 71010 Foce Varano (FG)
tel/fax 0884 917541
mailto: info@campinguria.it

 

Prenotazioni fuori stagione
Via Gelso, 21 – 71015 Sannicandro G. (FG)
tel. 0882 474123
mailto: info@campinguria.it

Mare e spiaggia dell' Isola VaranoeLago e costa dell' Isola Varano

Uria e Varano
Tra le lagune italiane, la laguna di Varano è da ritenersi una della più interessanti ed atipiche; le sue caratteristiche morfologiche fatte di coste alte ed a picco, la profondità dei suoi fondali di 5,5 metri, la discostano molto dalla tipologia classica delle lagune italiane fatte di sponde ed acque basse.
Se la formazione geologica del Gargano risale a circa 100 milioni di anni fa, la laguna di Varano è relativamente recente (approssimativamente intorno all'anno 1000 d.C.).
Nelle antiche tavole d’Iginio, che sono una illustrazione a quelle già disperse da Tolomeo, nel punto della costa marittima occupata oggi dal lago Varano, si vede una grande incurvatura, una specie di seno di mare assai pronunciato; Plinio successivamente non lo chiama più seno ma porto.
E’ certo che ad ogni modo esisteva un’insenatura o un golfo. I detriti scaricati nel mare dai fiumi o erosi alle coste dalle onde, hanno formato, in un lungo arco di tempo, la barra sabbiosa, congiungendo i due punti estremi dell’antico seno e formando cosi il lago.
Sulla etimologia della parola Varano si è molto discusso, senza per altro che si sia giunti a un definitivo risultato. Una delle ipotesi che trova maggior credito è quella che fa derivare il vocabolo da sinus Urianus sul quale sorgeva Uria e di cui fanno cenno gli antichi geografi Tolomeo, Plinio, Strabone e Pomponio Mela; d’altra parte è storicamente certo che sul piccolo promontorio ove è la chiesa della SS. Annunziata di Varano, sorgeva l’oppidum Baranum del quale esistono ancora notevoli ruderi.
Potrebbe quindi Varano derivare da Baranum. Ma Orazio già parla di un Sinus Varanus, mentre per la prima volta si legge Lacus Bauranum nella citata bolla di papa Adriano IV del 1158.

Riserva Statale Isola Varano
Collocata all'interno del Parco Nazionale del Gargano, costituita da pino d'Aleppo e pino marittimo, è dotata di un ricco e denso corteggio floristico arbustivo ed erbaceo che svolge azione protettiva dal sorrenamento e dai venti salsi.

Il Crocifisso di Varano
Sulla riva orientale del Lago di Varano si erge solitaria la chiesa della SS Annunziata. All’interno il sacro edificio custodisce il prezioso Crocifisso di Varano, una statua lignea policroma del 1300, venerata da secoli dagli abitanti di Ischitella e dei comuni limitrofi. Questo luogo non è solo religiosità e tradizione popolare ma anche uno splendido avamposto sul lago di Varano, le cui sponde sono ammantate di ulivi secolari e di antiche masserie. In questa oasi di pace, la natura ancora intatta e gli splendidi panorami coinvolgono tutti i sensi in un crescendo di emozioni che toccano l’apice nella luce dorata di indimenticabili tramonti.

Santa Maria di Monte D'Elio
Su Monte d'Elio sorgeva nel Medioevo la città di Devia. Dell'antico centro, nato come colonia slava, si conservano oggi ruderi di abitazioni e tracce delle fortificazioni realizzate dai Bizantini nell' XI secolo.
Ma la testimonianza più significativa è costituita dai resti della Chiesa romanico-pugliese di Santa Maria, decorata all'interno da uno splendido ciclo di affreschi datati tra il XII ed il XIII secolo.

La Triplice Cinta
Una campagna di scavi condotta nell’ultimo anno da una équipe di archeologi della Sovrintendenza dei beni culturali di Foggia sul Monte d’Elio, a pochi chilometri dall’attuale abitato di Sannicandro Garganico, ha permesso di portare alla luce le mura e la prima chiesa dell’antico insediamento di Devia. Nella chiesa risalente al X secolo sono stati rinvenuti diversi graffiti raffiguranti tre quadrati concentrici attorno ad una croce, simbolo della Triplice Cinta sacra.
A pochi metri da questo edificio, nella chiesa romanica di Santa Maria, la stessa équipe di ricercatori diretta dall'archeologo Francesco Paolo Maulucci e coadiuvata da un gruppo di studenti delle Università di Bologna e Ravenna ha ritrovato altri affreschi che documentano l'arrivo e la partenza dei cavalieri della nona crociata diretti in Terra Santa, per i quali la Triplice Cinta costituiva un segno di riconoscimento.
Su una delle pareti della chiesa, inoltre, nella scena dell'annunciazione l'Arcangelo Gabriele è raffigurato nell’atto di offrire alla Madonna una sorta di cornice tripla.
Secondo quanto affermato dallo stesso Maulucci, prima ancora di essere un simbolo cristiano questa immagine, citata già in uno degli scritti di Platone, costituiva una triade pagana: i quadrati concentrici simboleggiavano, infatti, Giove, Giunone e Minerva. Per i cristiani essi passarono a rappresentare Padre, Figlio e Spirito Santo fino ad essere interpretati nel Medioevo in chiave materialistica come cielo, mare e terra.
Le ricerche dell’équipe di archeologi si sono estese ad altre sette chiese della Capitanata, da Lucera a Monte Sant'Angelo dove sono stati rinvenuti altri graffiti raffiguranti la Triplice Cinta. Ciò ha permesso di individuare un vero e proprio "percorso templare" tra il lago di Lesina e quello di Varano seguito dai cavalieri tra il 1200 ed il 1300 prima della loro partenza per la Terra Santa ed al loro rientro.